8ª DOMENICA T.O. – ANNO C – DOMENICA DELLA PACE

Ricordati di mettere il cellulare in modalità “aereo” per non disturbare e non essere disturbato.

 

Canto

 

Atto penitenziale

Signore Gesù, tu sei la Parola che perdona, noi la parola che giudica: abbi pietà di noi.
Signore, Pietà!

Cristo Signore, tu sei la Parola che consola noi la parola che ferisce: abbi pietà di noi.
Cristo, Pietà!

Signore Gesù, tu sei la Parola che salva, noi la parola che condanna: abbi pietà di noi.
Signore, Pietà!

 

Gloria

 

Colletta

Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.

Dio nostro Padre, che hai inviato nel mondo la Parola di verità, risana i nostri cuori divisi, perché dalla nostra bocca non escano parole malvagie ma parole di carità e di sapienza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Introduzione alla Liturgia della Parola

“Guida dei ciechi” era un titolo che i Farisei rivendicavano, dall’alto della loro conoscenza della legge e di tutti i 613 precetti che il pio israelita doveva rispettare. Il senso della parabola è quindi quello di guardarsi dai farisei e di diffidare della loro guida.

Ma l’autore del Vangelo ha lo sguardo non solo al passato, ma anche al presente della sua comunità: la pretesa di sentirsi superiori agli altri e di dover essere seguiti e obbediti evidentemente non era un’esclusiva dei farisei, ma una tentazione anche per i discepoli di ieri e di oggi.

 

LITURGIA DELLA PAROLA

 

Prima Lettura    Sir 27,5-8 (NV) [gr. 27,4-7]

Dal libro del Siracide

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti;
così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti.

I vasi del ceramista li mette a prova la fornace,
così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.

Il frutto dimostra come è coltivato l’albero,
così la parola rivela i pensieri del cuore.

Non lodare nessuno prima che abbia parlato,
poiché questa è la prova degli uomini.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo responsoriale  dal Salmo 91 (92)

È bello rendere grazie al Signore.

È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.

Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità.

È bello rendere grazie al Signore.

 

Seconda Lettura    1Cor 15,54-58

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:

«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?»

Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo sempre più nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

 

Canto al vangelo        (Fil 2,15d.16a)

Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita.
Alleluia, alleluia.

VANGELO  Lc 6,39-45

Dal Vangelo secondo Luca
Gloria a te, o Signore.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:

«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

[Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande.]

Parola del Signore. Lode a te o Cristo.

 

La professione di fede

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, uni­genito, Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato: della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. (si chi­na il capo) Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifis­so per noi, sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secon­do le Scritture; è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorifi­cato: e ha parlato per mezzo dei profeti.

Credo la Chiesa, una santa cattolica e apo­stolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. E aspetto la risurre­zione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen..

Può forse un cieco
guidare
un altro cieco?

 

La nostra preghiera di oggi

Fratelli e sorelle, preghiamo con umile fiducia il Signore nostro Dio:
Crea in noi, Signore, un cuore nuovo.

  • Abbatti, Signore, l’orgoglio del nostro cuore,
    – affinché confessiamo Gesù Cristo come nostro unico Maestro.
  • Illumina, Signore, gli occhi del nostro cuore,
    – affinché sappiamo riconoscere il nostro peccato e non giudicare i fratelli.
  • Purifica, Signore, il nostro cuore cattivo,
    – affinché le nostre parole siano fonte di comunione.
  • Unifica, Signore, il nostro cuore diviso,
    – affinché le nostre azioni corrispondano ai nostri pensieri e alle nostre parole.
  • Ispira, Signore, nel cuore dei potenti di questo mondo il timore di te, allontana la guerra e gli orrori che affliggono l’umanità,
    – affinché crescano sentimenti di pace nei cuori degli uomini.
  • Conforta, Signore, il nostro papa Francesco,
    – con l’aiuto della tua misericordia, trovi sollievo nella sua sofferenza.
  • Consola, Signore, il nostro cuore ferito, nel ricordo di Marina e di tutti le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti.
    – affinché la speranza della resurrezione illumini la nostra vita.

(Intenzioni personali formulate nel silenzio)

(Tutti): Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro, che conosci i cuori: tu hai inviato il tuo Figlio nel mondo non per condannare l’uomo, ma perché egli tragga il bene dal tesoro del suo cuore. Egli vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Canto all’offertorio

 

Prefazio

Dio, nostro Padre,
nella pienezza del tempo
la tua Parola vivente
si è fatto uomo per rivelarci,
con le sue parole e i suoi gesti,
la bellezza del tuo volto.

Lui è la nostra guida,
da te inviata per ogni uomo;
senza la sua luce
siamo come ciechi che guidano altri ciechi
che si allontanano da te.
Gesù ci chiede di togliere la trave dai nostri occhi
per uno sguardo limpido,
che sa valutare e superare le proprie mancanze,
e non ci renda facili giudici di altri.
Se coltiviamo la nostra fede
siamo come alberi che danno frutti buoni,
vero tesoro che accumuliamo nel nostro cuore,
pronti a condividerlo con i nostri fratelli.

Incoraggiati e stimolati dalla testimonianza
di quanti già contemplano il tuo volto,
in cammino nella fede
cantiamo la tua lode:

 

Santo

 

Agnello di Dio

 

Antifona alla comunione

Prima di accostarci al Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola:

Togli prima la trave dal tuo occhio: così vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. (Cf. Lc 6,42)

 

 

Comunione

 

 

 

Canto finale

Per la preghiera a casa

Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: Il «si» e il «no» (Matteo 21,28-32; 2Corinti 2,12-24); il «dire» e il «fare» (Matteo 7,21-23; Romani 2,13-24 ; Giacomo 1,19-27; 2,14-26).
Liturgia delle ore: quarta settimana del salterio

Le letture di Domenica prossima, Prima domenica di Quaresima – anno C
Deuteronomio 26,4-10; Salmo 90; Romani 10,8-13; Luca 4,1-13

La parola dell’uomo
(Daniel Attinger)

La prima lettura appartiene a uno scritto sapienziale che presenta una dimensione di saggezza umana man mano acquisita nel corso dei secoli da una società nutrita certo dalla Torah, ma che ha anche saputo trarre profitto dalla propria riflessione sull’uomo e sul mondo. Dice il testo: l’uomo è tutto intero nelle sue parole (cf. Sir 27,6‑7). Occorre fermarci un istante su quest’affermazione perché non è così evidente. Non lo è per la nostra società che vive un’epoca di svalutazione e di svendita della parola e che desidera fatti piuttosto che parole, ma non lo era neppure per la società in cui viveva il Siracide; formata alla scuola della Torah, la società ebraica sapeva che il Signore chiede un’ubbidienza alla sua volontà che non si limiti alle parole, ma si traduca in gesti e azioni concrete. La formula di Es 24,7, con cui il popolo suggella la propria adesione all’alleanza («Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo»), esprime un elemento fondante del giudaismo: non si può parlare di autentico ascolto della parola di Dio finché non si mettono in pratica i suoi comandamenti.

Come può allora il Siracide affermare che l’uomo sta tutto intero nelle sue parole? Si possono fare a questo proposito due osservazioni. La prima consiste nel rilevare che il linguaggio biblico non oppone le parole agli atti, giacché il vocabolo dabar (parola) significa anche «evento», «cosa». Dabar appare così come un termine che descrive tutto l’atteggiamento dell’uomo e ricorda, nel contempo, che ogni attività rimane ambigua finché non viene spiegata, motivata e illustrata da una parola. È quando l’uomo spiega il suo agire che lo si può conoscere pienamente. La seconda osservazione deriva dalla lettura dei primi capitoli della Genesi, in cui viene detto che l’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio (Gn 1,26). Con la parola Dio ha creato il mondo e si è manifestato agli uomini, che dal prodotto della sua parola lo possono conoscere (vedi Sal 19,2: «i cieli narrano la gloria di Dio»). Allo stesso modo, è attraverso il suo parlare che l’uomo, immagine di Dio, si fa veramente conoscere.
Il brano evangelico ci conduce a riflessioni analoghe. Gesù inizia con una parabola indirizzata ai suoi discepoli (Lc 6,39), che costituisce un invito alla chiaroveggenza e alla lucidità: «Può forse un cieco guidare un altro cieco?» (v. 39). Rendendosi conto però che le sue parole possono essere travisate, Gesù si affretta a chiarire che la lucidità non consiste nell’arrogarsi il diritto di giudicare il fratello, ma in una profonda onestà con se stessi che porta a riconoscere innanzitutto i propri limiti e i propri errori, e poi a guardare l’altro con uno sguardo di rispetto e di misericordia. «Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro» (v. 40). Con questa frase, Gesù propone, chiaramente come esempio se stesso, che pur conoscendo fino in fondo il peccato degli uomini prende su di sé la sentenza di morte e perdona ai suoi crocifissori. Quest’atteggiamento di Gesù è quello richiesto anche ai discepoli. La condizione della lucidità è dunque la misericordia, riflesso del modo particolare con cui Gesù opera il giudizio sugli uomini.
Bruscamente però Gesù conclude con una sentenza che riguarda la parola: «… perché la bocca parla dalla pienezza del cuore» (v. 45). Quest’atteggiamento di misericordia deve sfociare ancora una volta nella parola, in quel dire che spiega l’agire dell’uomo e gli toglie la sua ambiguità.
Unendo le tre letture potremo capire perché, in fin dei conti, la parola costituisce l’ultima rivelazione dell’uomo. Si tratta infatti di manifestare la nostra partecipazione alla risurrezione di Cristo.  Solo una professione di fede potrà dire il perché ultimo del nostro agire, e questa parola sarà anche l’ultima manifestazione della nostra conformità a Cristo, perché attraverso di essa si proclama che il bene che noi facciamo va attribuito al Signore che dimora in noi; questa parola sarà dunque dimostrazione di umiltà e di kenosi, che è per eccellenza l’atteggiamento dei Figlio stesso (vedi Fil 2,7s). In questo senso la nostra parola rivelerà se davvero siamo morti a noi stessi perché Cristo sia la nostra vita.

EVENTI IN PROGRAMMA

Convegno diocesano della Caritas

ARCIDIOCESI DI FIRENZE Caritas Diocesana Convegno diocesano SPERANZA È CURA "Quando vedrò Dio gli racconterò tutto" SABATO 5 APRILE Chiesa della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie all'Isolotto (Piazza dell'Isolotto) […]

Scopri di più »

Cash on Delivery

Cash on Delivery è una farsa esilarante che ruota intorno a Eric Swan, un uomo che, per uscire da difficoltà economiche, inizia a frodare il sistema di assistenza sociale inglese registrando […]

Scopri di più »

Domenica della Pace

Cristiani insieme per la Pace è una rete di parrocchie di Firenze e dintorni che nell’ultimo anno si sono impegnate a caratterizzare la Messa della prima domenica di ogni mese centrandola […]

Scopri di più »

Cash on Delivery

Cash on Delivery è una farsa esilarante che ruota intorno a Eric Swan, un uomo che, per uscire da difficoltà economiche, inizia a frodare il sistema di assistenza sociale inglese registrando […]

Scopri di più »

La Siria di oggi e padre Paolo Dall’Oglio

Mercoledì 9 aprile, alle ore 17.00, presso il “Teatro la Fiaba”. Dopo un’introduzione dell’Arcivescovo di Firenze Mons. Gherardo Gambelli, sarà proiettato il docufilm “Padre Dall’Oglio”, gesuita romano che ha dedicato […]

Scopri di più »

Gesù innocente o colpevole?

2 atti Trama Una compagnia di attori ebrei mette in scena ogni sera un processo alla figura di Gesù, girando i teatri del mondo annunciando una sorta di sacra rappresentazione […]

Scopri di più »

Gesù innocente o colpevole?

2 atti Trama Una compagnia di attori ebrei mette in scena ogni sera un processo alla figura di Gesù, girando i teatri del mondo annunciando una sorta di sacra rappresentazione […]

Scopri di più »

Battesimi comunitari dei bambini fino ai 6 anni

Un benvenuto prima di tutto ai genitori, vorrei ringraziare insieme a voi il Signore per lo splendido dono che vi ha fatto ed esprimere la felicità mia e della nostra […]

Scopri di più »

Domenica della Pace

Cristiani insieme per la Pace è una rete di parrocchie di Firenze e dintorni che nell’ultimo anno si sono impegnate a caratterizzare la Messa della prima domenica di ogni mese centrandola […]

Scopri di più »
Carica di più