27ª DOMENICA T.O. – ANNO B – DOMENICA DELLA PACE
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Canto
Atto penitenziale
Signore Gesù, noi non siamo stati fedeli alla tua parola: vedi la durezza del nostro cuore e abbi pietà di noi!
Signore, Pietà!
Cristo Signore, noi viviamo nel peccato e nell’infedeltà: vedi la durezza del nostro cuore e abbi pietà di noi.
Cristo, Pietà!
Signore Gesù, noi non accogliamo il Regno di Dio come un bambino: vedi la durezza del nostro cuore e abbi pietà di noi.
Signore, Pietà!
Gloria
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Dio, che hai creato l’uomo e la donna perché i due siano una carne sola, dona loro un cuore sempre fedele, perché nella santità dell’amore nulla separi quello che tu stesso hai unito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Introduzione alla Liturgia della Parola
Le dinamiche di dominio e sopraffazione possono corrompere – e di fatto corrompono – anche i rapporti più intimi e umani come la relazione tra gli sposi.
La risposta di Gesù alla provocazione dei farisei si rifà al progetto originario del Padre espresso nel racconto della creazione, che prevede pari dignità e pari diritti all’interno della coppia.
In quest’ultima parte dell’anno liturgico siamo accompagnati dalla prima parte della Lettera agli Ebrei, un documento indirizzato a cristiani ebrei che, a causa di difficoltà o persecu-zioni, avevano bisogno di essere incoraggiati a non abbandonare la fede cristiana e a comprendere la superiorità di Cristo rispetto alla legge mosaica e al sacerdozio levitico.
Prima Lettura Gen 2,18-24
Dal libro della Gènesi
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 127 (128)
Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!
Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.
Seconda Lettura Eb 2,9-11
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo (1Gv 4,12)
Alleluia, alleluia.
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.
Alleluia, alleluia.
VANGELO Mc 10,2-16
Dal Vangelo secondo Marco
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito, Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato: della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. (si china il capo) Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; e per opera dello Spirito santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi, sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture; è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato: e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. E aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
L’uomo si unirà
a sua moglie
e i due diventeranno
una carne sola
La nostra preghiera di oggi
Dio nostro Padre ci chiama ad un amore senza limiti. Consapevoli della povertà del nostro amore, chiediamo con fiducia:
- Ti ringraziamo per la Chiesa: luogo nel quale al di la’ delle miserie e dei peccati si fa l’esperienza della fratellanza e dell’amore di Dio;
– fa’ che non prevalga lo scoraggiamento nell’annuncio del tuo progetto di amore che sta all’origine della storia di salvezza. - Ti ringraziamo per le famiglie: sono segno del tuo amore che le crea e che vince ogni paura;
– fa’ che possiamo sempre scoprire, anche nei casi in cui prevale il conflitto e la separazione, il sentiero che tu percorri con loro. - Ti ringraziamo per i bambini della nostra parrocchia: sono immagine del Cristo che si è fatto piccolo per farci tutti fratelli:
– fa’ che sappiamo godere della loro presenza e dei doni che ci fai attraverso di loro. - Ti ringraziamo per i preti: la loro disponibilità al servizio della diocesi nelle parrocchie in cui sono mandati è segno di fedeltà e di comunione;
– fa’ che si rafforzi in noi l’alleanza di amore e di dono totale che tu stringi con tutti e per tutti. - Ti ringraziamo per chi ha consacrato la vita a te e per i missionari: il loro servizio ricorda a tutti che ci hai fatti per essere per il mondo;
– fa’ che ci rendiamo sempre più attenti ai poveri e ai bisognosi della tua parola di consolazione e speranza. - Ti ringraziamo per tutti gli operatori di pace, per tutti coloro che non si arrendono alla logica della violenza:
– fa’ che superiamo la passività della paura con l’audacia dell’impegno generoso. - Ti ringraziamo per la comunione dei santi, insieme a Maria, Giusi e ai nostri fratelli e sorelle defunti:
– fa’ che si ravvivi la speranza di celebrare nel tuo Regno la festa delle nozze definitive tra il Cristo sposo e l’umanità sua sposa.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
Concludiamo recitando insieme la preghiera che Papa Francesco ha proposto per la Giornata del Migrante e del Rifugiato.
(Tutti):Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro: il tuo Figlio, sulla croce, ha unito a sé l’umanità; egli ama la sua Chiesa di un amore che non verrà mai meno, e ci conduce ogni giorno a concretizzare nell’amore fraterno il mistero di questa alleanza. Egli è Dio e vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
Santo
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di accostarci al Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola:
«Chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non vi entrerà», dice il Signore. (Mc 10,15)
Comunione
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella Bibbia: fedeltà dell’amore di Dio per noi (Matteo 5,27-32; Giovanni 2,1-12; 8,1-11); Dio sposo del suo popolo, il Cristo sposo della chiesa (Salmo 44; Efesini 5,21-33; Apocalisse 21).
Letture di domenica prossima, XXVIII del Tempo ordinario anno B:
Sapienza 7,7-11; Salmo 90; Lettera agli Ebrei 4,12-13; Marco 10,17-30.
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto
Il capitolo 10 del vangelo di Marco si apre con Gesù che insegna, accorrono le folle, ma ecco interviene qualcuno che non è contento dell’insegnamento di Gesù. Scrive l’evangelista “Alcuni farisei”, i farisei sono questi pii laici che osservano tutti i precetti della legge e per questo si distaccano, il termine “fariseo”, lo sappiamo, significa “separato”, “si avvicinarono e per metterlo alla prova”, letteralmente “tentarlo”. L’’evangelista adopera per questi pii, tanto zelanti e devote persone lo stesso verbo del diavolo.
Quindi queste persone che sembrano tanto pie in realtà per Gesù e per l’evangelista sono strumenti del diavolo, strumenti del satana, perché? Mentre Gesù parla di Dio come amore generoso che si mette a servizio delle persone, per loro Dio è potere perché così possono usare, esercitare il potere.
Quindi vanno per tentarlo “e gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie”. Ma è chiaro che sì, non vanno lì per apprendere, vanno li appunto per tentare Gesù. Lo scioglimento del matrimonio in quel tempo non presentava nessuna difficoltà: “una donna è una piaga per il marito, la ripudi e così sarà guarito” così c’è scritto nel Talmud, il libro sacro degli ebrei, e questa legislazione del ripudio, da non confondersi naturalmente col divorzio, è esclusivamente basata sul diritto dell’uomo.
Sempre nel Talmud si legge “La donna può essere ripudiata, lo voglia o no”, ma lei naturalmente non può ripudiare il marito. Quindi loro lo sanno che il marito può ripudiare la moglie, ma lo chiedono a Gesù.
“Ma egli rispose loro: che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Gesù avrebbero dovuto dire “che cosa ci ha ordinato Mosè” perché la legge era anche per lui, ma Gesù prende le distanze da Mosè, dal legislatore, perché per Gesù Dio non legifera, Dio è colui che crea, si esprime nella creazione e non nella legge e quindi prende le distanze. “Dissero: Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”.
In effetti nel libro del Deuteronomio nel capitolo 24 si legge “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia”, non gli piaccia più “ai suoi occhi perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa”.
Il problema era sapere che cosa fosse questo qualcosa di vergognoso e al tempo di Gesù si dividevano due scuole: quella più rigorosa di Rabbi Shammaj, per il quale questo qualcosa di vergognoso era l’adulterio, e quella più di manica, anche troppo manica larga di Rabbi Hillel, naturalmente il più seguito, per cui l’uomo poteva ripudiare la moglie per qualunque motivo, anche perché non gli piaceva più o perché aveva bruciato una pietanza.
I farisei con questa domanda in realtà vogliono avvicinare Gesù dalla sua linea, Gesù parla di uguaglianza degli uomini presso Dio, facendo ammettere che c’è un ambito, che è quello del matrimonio, in cui la relazione non è tra uguali perché c’è il maschio che continua ad avere potere sulla donna.
Allora Gesù alla risposta dei farisei dice “Per la durezza del vostro cuore”, il cuore non è la sede degli affetti nel mondo ebraico, ma indica la mente, la testa, “egli scrisse per voi”, e sempre Gesù prende le distanze, “questa norma”, letteralmente “questo comandamento”.
Per Gesù la legge scritta non riflette sempre la volontà di Dio e neanche quindi ha valore duraturo e permanente, per Gesù non tutto quello che è scritto nella legge e a cui si attribuisce autorità divina ce l’ha realmente, in parte è stato un cedimento all’egoismo o alle perverse inclinazioni degli uomini.
Gesù non si rifà a Mosè e al legislatore, ma rimanda al piano del Creatore e continua “Ma all’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie”, all’epoca di Gesù non era più così, non c’era libera scelta, libero consenso degli sposi, erano i genitori che concordavano e stabilivano i matrimoni, ma Gesù si rifà al piano della creazione “e i due diventeranno una sola cosa”.
L’uomo e la donna trovano l’uno nell’altro il compimento, quello che gli mancava per essere pienamente se stesso e afferma Gesù “Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Quando si è due si può dividere, ma quando si è uno non si può dividere, altrimenti diventa una mutilazione.
Quello che Gesù ha detto è talmente inaudito per la mentalità dell’epoca e talmente inaccettabile non solo per i farisei, ma per gli stessi discepoli. “A casa i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento”, perché non è possibile quello che Gesù sta dicendo e Gesù conferma “e disse loro: chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra commette adulterio perché è già sposato verso di lei”.
E nel mondo palestinese non era concepibile una donna che potesse ripudiare il marito, ma Gesù ampia il discorso e quindi riveste un aspetto universale, “e se lei”, quindi la donna, “ripudiato il marito ne sposa un altro, commette adulterio”. Gesù non tollera che ci sia un’azione unilaterale da un individuo nei confronti dell’altro, Gesù si mette sempre dal lato della persona più debole, della vittima della situazione.
p. Alberto Maggi OSM
