13ª DOMENICA T.O. – ANNO B

Ricordati di mettere il cellulare in modalità “aereo” per non disturbare e non essere disturbato.

 

Canto

 

Atto penitenziale

Se non abbiamo avuto fiducia nell’amore di Dio, per noi e per la chiesa: Signore pietà.
Signore, pietà!

Se non siamo stati capaci di generosità e di condivisione, per noi e per la chiesa: Cristo, pietà.
Cristo, pietà!

Se ci siamo scoraggiati e non siamo stati capaci di guardare il positivo, di rinnovare in noi la speranza, per noi e per la chiesa: Signore, pietà.
Signore, pietà!

 

Gloria

 

Colletta

Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.

O Padre, che nel tuo Figlio povero e crocifisso ci fai ricchi del dono della tua stessa vita, rinvigorisci la nostra fede, perché nell’incontro con lui sperimentiamo ogni giorno la sua vivificante potenza. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

LITURGIA DELLA PAROLA

 

Introduzione alla Liturgia della Parola

Il brano della prima lettura tratto dal libro della Sapienza ci ricorda che il progetto di Dio sull’umanità è sempre stato di vita piena.
L’aiuto vicendevole contribuisce a una vita migliore. San Paolo nella seconda lettura chiede agli abitanti di Corinto di aiutare la Chiesa di Gerusalemme in difficoltà economiche per gratitudine nei confronti della Chiesa che prima li aveva aiutati col dono della testimonianza del Vangelo.
Dopo la tempesta Gesù arriva nella regione pagana dei Geraseni dove libera una persona posseduta da una legione di spiriti impuri, ai quali Gesù consente di trasferirsi in una mandria di porci, che si getteranno da un dirupo. Al rientro in patria continua ad affrontare il tema dell’impurità con due incontri significativi.

 

Prima Lettura    Sap 1,13-15; 2,23-24

Dal libro della Sapienza
Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono portatrici di salvezza,
in esse non c’è veleno di morte,
né il regno dei morti è sulla terra.
La giustizia infatti è immortale.

Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo responsoriale  dal Salmo 29 (30)

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

 

Seconda Lettura     2Cor 8,7.9.13-15

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa.
Non dico questo per darvi un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri.
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
E a questo riguardo vi do un consiglio: si tratta di cosa vantaggiosa per voi, che fin dallo scorso anno siete stati i primi, non solo a intraprenderla ma anche a volerla. Ora dunque realizzatela perché, come vi fu la prontezza del volere, così vi sia anche il compimento, secondo i vostri mezzi. Se infatti c’è la buona volontà, essa riesce gradita secondo quello che uno possiede e non secondo quello che non possiede.
Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno».
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

 

Canto al vangelo         Lc 7,16

Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2 Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.

VANGELO   Mc 5,21-43

Dal Vangelo secondo Marco
Gloria a te, o Signore.

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.

E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.

Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.

 

La professione di fede

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito, Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato: della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. (si china il capo) Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; e per opera dello Spirito santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi, sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture; è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato: e ha parlato per mezzo dei profeti.

Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. E aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Fanciulla,
io ti dico: àlzati!

 

La nostra preghiera di oggi

Il nostro Dio è il Dio dei vivi e non dei morti, egli non si compiace della morte. Preghiamolo perché doni a tutti gli uomini la vita senza fine.

  • Tu che hai condiviso la vita degli uomini,
    – rendici solidali con tutti i poveri del mondo.
  • Tu che hai dato la vita per la salvezza dell’umanità,
    – donaci la volontà e il coraggio di spendere la nostra al servizio di tutti.
  • Tu che hai superato la logica dell’impurità e rifiutato ogni discriminazione,
    – rendici liberi da ogni atteggiamento di odio, di rifiuto e di emarginazione.
  • Tu che hai guarito i malati e dato una speranza ai sofferenti,
    – donaci la capacità di condividere e suscita profeti di speranza là dove le guerre continuano ancora a devastare l’umanità.
  • Tu che susciti la speranza in chi vive l’esperienza della sofferenza e della morte, accogli accanto a te Marco, Giovanni, Eleonora, Liliana e i nostri fratelli e sorelle defunti
    – e rinnova in noi la forza della resurrezione.
  • Tu che ti sei fatto povero per arricchirci della tua grazia, sostieni il nostro nuovo vescovo Gherardo,
    – possiamo camminare insieme nel riconoscerci fratelli e sorelle ed essere testimoni credibili della gioia del tuo amore.

(Intenzioni personali formulate nel silenzio)

(Tutti) Ti rendiamo grazie, Dio dei viventi: tu ci hai creati non per la morte, ma per la vita; il tuo figlio ci rialza e ci offre il pane della vita eterna. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Canto all’offertorio

Santo

Agnello di Dio

 

Antifona alla comunione

Prima di accostarci al Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola:

«Io ti dico, alzati!», disse il Signore.
Subito la fanciulla si alzò, e camminava.

 

Comunione

 

Canto finale

Per la preghiera a casa

Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: La fede che dona la vita eterna (Marco 10,17-31; Giovanni 3,14-36 e 12,37-50; Ebrei 11).

Le letture di Domenica prossima, XIV domenica del tempo ordinario – anno B
Ezechiele 2,2-5; Salmo 122; 2Corinti 12,7-10; Marco 6,1-6

Dalla paura alla fede; dalla morte alla vita
Due donne guarite, ovvero due miracoli in uno. Il testo di Mc 5,21-43, ci pone di fronte, come spesso accade nei Vangeli, a due diverse situazioni di sofferenza. Davanti allo scandalo della malattia e della morte l’uomo si spaventa ed è tentato di lasciarsi prendere dallo scoraggiamento, oppure dal cinismo e dalla ricerca disperata di un inutile godimento, o magari è tentato di rifugiarsi nella convinzione che tutto il male del mondo sia attribuibile a potenze demoniache ostili all’uomo.
La singolarità del racconto che abbiamo ascoltato balza subito agli occhi: Marco combina i due miracoli, la guarigione della donna che soffriva perdite di sangue e la resurrezione della figlia di Giairo, unendoli con una tecnica a incastro; in questo modo i due testi vanno letti in stretto rapporto tra loro: in entrambi i casi vengono poste in rilievo due realtà, il cammino di fede dei personaggi e la potenza salvifica del Signore. In entrambi i casi, poi, i destinatari del miracolo sono due donne, una che soffre da “dodici anni”, l’altra di appena dodici anni di età; l’insistenza sul numero dodici è un segno del fatto che Marco vuole farci scoprire il senso profondo di questi due episodi. Il numero dodici rimanda evidentemente alle tribù d’Israele; nella salvezza offerta alle due donne è tutto Israele che viene idealmente salvato.
Il racconto centrale è relativo alla guarigione di una donna che soffriva di perdite di sangue; ora, nella legislazione d’Israele, tutto ciò che è connesso con il sangue mestruale è considerato impuro; le norme di Lev 15,19-30 sono categoriche e senz’altro molto dure; la Legge mosaica esclude la donna afflitta da problemi ginecologici – ma anche dalle normali mestruazioni! – da ogni contatto fisico per tutto il periodo della sua impurità. La malattia di quella donna è perciò più grave di quanto sembri; è una malattia, che come osserva Marco, nessun medico è capace di curare; è qualcosa che mette la donna in una situazione invivibile, escludendola da ogni rapporto umano. Il suo stesso gesto (toccare il mantello di Gesù) è passibile di gravi pene; da qui la paura della donna, che, vistasi scoperta, confessa tremante il suo presunto errore; da qui, anche, il suo coraggio e la sua fede.
Marco insiste nel notare come Gesù si sia accorto della “potenza uscita da lui”; questo particolare serve a mettere in luce, attraverso il dialogo tra Gesù e la donna, la fede di quest’ultima, che il Signore stesso riconosce. Gesù vuole far comprendere alla donna come ciò che è avvenuto non è qualcosa di magico, ma la conseguenza di un incontro personale con lui; egli, non a caso, la chiama “figlia”, annullando così ogni distanza; è questa la fede che salva. Insieme alla guarigione fisica, Gesù restituisce alla donna la sua dignità; proprio trasgredendo la Legge di Mosè che le proibiva ogni contatto fisico, la donna ha scoperto il Salvatore.
Ma il cammino di fede che Marco ci mostra in questi testi deve proseguire; alla fede della donna si contrappone lo scherno di coloro che ritengono incredibile l’atteggiamento di Gesù di fronte alla figlia di Giairo. Uno dei motivi per i quali Marco ha interrotto la richiesta di aiuto di Giairo con il racconto della guarigione della donna è il creare quel ritardo che permette di passare da una situazione molto difficile (“la mia figlioletta è agli estremi”) a una disperata (“la bambina è morta; perché disturbi ancora il Maestro?”). Gesù invita il padre a una fede che va al di là della morte stessa: “non temere, continua solo ad avere fede!”. Di fronte a Gesù, come Marco continua a suggerirci, occorre prendere posizione.
Se per la donna la salvezza è nata dal toccare Gesù, per la figlia di Giairo nasce, invece, dall’essere toccati da lui. L’importanza che l’episodio della resurrezione della figlia di Giairo ha all’interno della narrazione di Marco è accresciuta dall’uso delle parole aramaiche poste in bocca a Gesù: talità kum, fanciulla, alzati! come Marco fa anche altrove nel suo Vangelo, si tratta di ricreare la fede degli ascoltatori nella realtà delle azioni compiute dal Signore. Nel nostro caso, si tratta di comprendere e di credere come, di fronte alla morte, Gesù si rivela come il Signore della vita.
La risposta agli interrogativi posti dal libro della Sapienza, in particolare in relazione alla morte, non si trova in una teoria, ma in una persona: Gesù; a questo punto è possibile cogliere il senso profondo delle sue parole: «La bambina non è morta, ma dorme!».
Luca Mazzinghi

PROSSIMAMENTE

Convegno diocesano della Caritas

ARCIDIOCESI DI FIRENZE Caritas Diocesana Convegno diocesano SPERANZA È CURA "Quando vedrò Dio gli racconterò tutto" SABATO 5 APRILE Chiesa della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie all'Isolotto (Piazza dell'Isolotto) […]

Scopri di più »

Cash on Delivery

Cash on Delivery è una farsa esilarante che ruota intorno a Eric Swan, un uomo che, per uscire da difficoltà economiche, inizia a frodare il sistema di assistenza sociale inglese registrando […]

Scopri di più »

Domenica della Pace

Cristiani insieme per la Pace è una rete di parrocchie di Firenze e dintorni che nell’ultimo anno si sono impegnate a caratterizzare la Messa della prima domenica di ogni mese centrandola […]

Scopri di più »

Cash on Delivery

Cash on Delivery è una farsa esilarante che ruota intorno a Eric Swan, un uomo che, per uscire da difficoltà economiche, inizia a frodare il sistema di assistenza sociale inglese registrando […]

Scopri di più »

La Siria di oggi e padre Paolo Dall’Oglio

Mercoledì 9 aprile, alle ore 17.00, presso il “Teatro la Fiaba”. Dopo un’introduzione dell’Arcivescovo di Firenze Mons. Gherardo Gambelli, sarà proiettato il docufilm “Padre Dall’Oglio”, gesuita romano che ha dedicato […]

Scopri di più »

Gesù innocente o colpevole?

2 atti Trama Una compagnia di attori ebrei mette in scena ogni sera un processo alla figura di Gesù, girando i teatri del mondo annunciando una sorta di sacra rappresentazione […]

Scopri di più »

Gesù innocente o colpevole?

2 atti Trama Una compagnia di attori ebrei mette in scena ogni sera un processo alla figura di Gesù, girando i teatri del mondo annunciando una sorta di sacra rappresentazione […]

Scopri di più »

Battesimi comunitari dei bambini fino ai 6 anni

Un benvenuto prima di tutto ai genitori, vorrei ringraziare insieme a voi il Signore per lo splendido dono che vi ha fatto ed esprimere la felicità mia e della nostra […]

Scopri di più »

Domenica della Pace

Cristiani insieme per la Pace è una rete di parrocchie di Firenze e dintorni che nell’ultimo anno si sono impegnate a caratterizzare la Messa della prima domenica di ogni mese centrandola […]

Scopri di più »
Carica di più